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BSS (Big Steel Shit), recensione: Border Life Line

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bss border life lineBAND: BSS (Big Steel Shit)

ALBUM: Border Life Line

ANNO: 2015

DOVE LI TROVI: facebook,sito

Per la seconda volta mi trovo a recensire un album di miei corregionali e, anche in questa occasione, il mio parere non può che essere positivo per i Big Steel Shit, quintetto tarantino giunto al secondo lavoro da studio! Si comincia con “Welcome to… “, nel quale si introduce il protagonista di questo concept album, ovvero un tale di nome Garrett. Parte poi, immediatamente, “A Bug’s Day”, che allude allo stato interiore del protagonista (fatto di distacco ed odio per i cardini di questa società scontata, abietta, che pretende di forgiarti a sua immagine), a suon di riff ben confezionati e di melodie curate. “Family Manners” contiene elementi di numetal, crossover, alternative e progressive metal, tutti ben inseriti e distribuiti tra loro. A seguire “Within the Herd”, che parte come ballad e poi si trasforma in un pezzo carico ed accattivante. “Stabbing @ the Disco” contiene suoni campionati tipici della disco, per far immedesimare l’ascoltatore appieno. Anche le parti vocali sono effettate con la voce cibernetica tipica del luogo (la disco appunto). La situazione svolta improvvisamente quando una bella parte metalcore si insinua prepotentemente, dando il senso reale alla canzone. Nel complesso una bella trovata! “0-“, invece, è una canzone quasi sperimentale: vocalizzi ricercati e non scontati, parti strumentali votate al noise, alternate a riffoni granitici e finale rabbioso la rendono veramente apprezzabile!! “Growling Still” è caratterizzata da continui cambi di tempo, tempi dispari ben piazzati e la giusta dose di energia e melodia. Bene anche il finale, tiratissimo!! Probabilmente il pezzo più bello dell’intero album. “Shot the Night Away”, decisamente più slow e più incentrata sulla melodia. Segue “Full Throttle”, canzone (come da titolo) “a tutto gas”: una vera e propria cavalcata che esprime tutto il suo senso –e il senso di marcia della band- in soli tre minuti!! “Intersection” è un break riflessivo nel quale emergono (volutamente) le doti vocali del cantante. “To Fix Things Right” è ancora un pezzo melodico, che non si discosta dai canoni che il genere impone . Subito dopo c’è “Tame Myself” e la sequenza cambia leggermente: oltre alla melodia vocale e all’armonia degli strumenti a corda, marchi di fabbrica del quintetto tarantino, si assiste ad un ritorno a ritmiche più aggressive e spinte, oltre ad un cantato più evil ed efficace. “Toe the Line” è un pezzo di preparazione al successivo, “Chrysalis”. Quest’ultima canzone, che chiude l’intero “Border LifeLine”, contiene un po’ tutte le peculiarità della band: parti tirate, parti melodiche, break strumentali e melodie a go-go. Insomma, il lavoro dei BSS, molto elaborato e frutto di un lavoro da studio eseguito pregevolmente, risulta essere buono nel suo complesso: qualche imperfezione strumentale e un lieve mancanza di originalità in alcuni punti sono le uniche pecche che gli si possono attribuire. Pollice alto per il lavoro svolto comunque, sperando di sentirne presto altri!!!

Fabrizio “TIF” Di Gioia

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