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Intervista ai Linea77: con “Oh!” ritornano nudi,crudi e rudi!

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PH Thilini Gamalat

Presto tutti quanti potremo esclamare “Oh!” quando tra le mani avremo il nuovo album dei Linea77 che porta proprio questo nome o meglio questa esclamazione.

Nei negozi di dischi a partire dal 17 febbraio per l’etichetta INRI, tornano i nostrani Linea77 che hanno già avuto modo di deliziare i supporter con l’apripista “Presentat-Arm!” accompagnata da un simpatico gioco da loro denominato da nerd (guarda qui).

La Numetalzine ha avuto modo di fare qualche domanda su questo nuovo disco, sulle curiosità che riguardano la band e pensieri sul passato.

Risponde Nitto. Buona lettura…

NZ:Iniziamo a parlare di “Oh!” e da cosa i Linea77 si sono fatti ispirare per la stesura di questo disco.

Come ogni disco prendiamo spunto dal periodo che stiamo vivendo cercando di descrivere in maniera personale cosa succede ai rapporti e alle relazioni umane.
NZ: Il disco viene aperto dal singolo “Presentat-Arm!”, singolo che come da voi detto racchiude l’essenza dell’intero album. E’ il pezzo alla quale siete più affezionati oppure ne è presente un altro a cui tenete particolarmente e perchè?

Credo che a questa domanda ognuno di noi ti risponderebbe in maniera diversa citando un pezzo diverso. Presentat arm ci sembrava perfetto per essere l’apripista del disco proprio perchè sia come melodie che come significato del testo rappresenta una sorta di continuità con “la speranza è una trappola” e faceva subito capire il nuovo corso dei Linea77.

Personalmente sono molto affezionato a Luce e ad Absente Reo ma anche a Come stanno Veramente le Cose. Tutti e tre sin dalla loro composizione mi davano sensazioni positive, a volte è solo una questione di chimica, di vibrazioni.

NZ: “Oh!” risulta essere il vostro primo disco dopo l’uscita dalle scene di Emi. Da quando sono cambiati i ruoli, cosa è cambiato dal punto di vista musicale e dei testi?

Dal punto di vista musicale non è cambiato poi molto, forse ultimamente stiamo cercando sonorità più dure, ma credo che sia abbastanza in linea con quello che abbiamo sempre fatto, anche se qui e la nei pezzi ci sono interventi elettronici, ma mai troppo invasivi. Dal punto di vista dei testi invece ,credo che il cambiamento sia più lampante. Sicuramente puntiamo ad essere più incisivi e chiari in quello che vogliamo esprimere, senza troppi giri di parole, e credo che questo fosse un bisogno che la band sentiva da anni.

NZ: All’interno del disco è presente un featuring che senza nulla togliere agli altri risulta sicuramente quello più d’impatto e che sicuramente interessa anche alle nuove generazioni che si sono da poco avvicinate al rap. Si parla di “Dividi et Impera” con En?gma. Come è nata la collaborazione e qual’è il vostro approccio al rap dei giorni d’oggi e in generale.

Siamo cresciuti ascoltando rap, da quello d’oltreoceano a quello italiano e abbiamo sempre cercato punti di contatto musicalmente parlando. En?gma e gran parte di ciò che la Machete sta producendo ultimamente secondo me rappresenta esattamente il rap degli albori. Diretto, incazzato e spesso crudo ma con un intento propositivo e di aggregazione. En?gma è quello che insieme a Salmo ci ha colpito di più. Un vocabolario ricercato e argomenti sempre scomodi ma esposti in modalità semplice e diretta, senza scadere nel proporre stili di vita idioti e profondamente sbagliati, cosa che negli ultimi anni il rap stava enfatizzando.

NZ: E’ inevitabile non parlare della vicenda che ha visto coinvolto o meglio ha sconvolto i vostri piani sull’ep “C’eravamo Tanto Armati”. A distanza di due anni circa da quel giorno come ricordate quell’evento e a mente fredda, potendo fare il confronto con “Oh!” oltre ai due pezzi presenti nel nuovo album pensate che gli altri andati in “fumo” potessero essere stati davvero all’altezza dei Linea77 e delle aspettative dei vostri fan? Alla fin dei conti quel corto circuito ha portato dei benefici si o no?

Fondamentalmente aver bruciato gli hd non significa aver perso tutti i pezzi che avevamo scritto ma più che altro tutto il lavoro di registrazione e produzione che avevamo fatto su quei pezzi. In poche parole siamo riusciti a ri registrare piu o meno tutti i brani che avevamo già fatto ma a quel punto avevamo perso troppo tempo. Lavorare con gli ep è bello se passa poco tempo da uno all’altro. Quindi abbiamo deciso di ampliare quell’ep e farlo diventare un disco vero e proprio.

Se quel corto circuito porterà o meno dei benefici lo scopriremo quando il disco uscirà, sui pezzi non ho mai grossi dubbi, sono tutti figli nostri e hanno tutti le carte in regola per rappresentarci.

NZ (fan -Cyanea Farci-): Torniamo ancora più indietro col tempo, Too Much Happiness/Ketchup Suicide. C’è qualcosa di quel periodo che vi manca a livello emotivo e/o musicale?

Manca l’avere 18-20 anni e andarsene bellamente in giro per l’europa col dito medio alzato. Suonare con band inglesi nei peggiori locali della Gran Bretagna e divertirsi con il piede sempre schiacciato sull’acceleratore. Potrebbe mancare quell’ingenuità e follia di fondo che solo l’esser poco più che maggiorenni ti può dare. Ma se devo esser sinceri non manca niente. Mancano i posti dove suonare ma lo spirito anche se un po’ più ponderato e smussato resta lo stesso.
NZ (fan-Mad Giulio): Che musica ascoltano i Linea77 quando sono a casa, c’è qualche canzone della quale potreste vergognarvi?

Vergognarsi di ascoltare qualcosa? Credo sia una domanda assolutamente sbagliata per come vivo la musica. Ascoltiamo qualsiasi cosa e quando dico qualsiasi intendo veramente ogni genere musicale. Quando un pezzo ti trasmette qualcosa vuol dire che funziona. Odio chi si preclude a priori un artista o una band perchè non segue i canoni, è un discorso puerile e se posso permettermi un po’ ignorante. Sogno di fare un disco pop, uno tecno e uno brutal. Metal. Ascoltiamo Senigallia, la machete, ozier, tom waits, i ministri, gli ln ripley, i qotsa, i foo fighters, i kwellertak, xavier rudd,snoop lion, o i mastodon o i ghost o gli slipknot. Qualsiasi genere musicale.
NZ: Concludiamo con una domanda di rito per noi della Numetalzine chiesta solitamente alle band underground che fanno fatica a far conoscere la propria musica in giro per i palchi. Quali sono le difficoltà in Italia con un genere come al vostro e visto che parliamo con voi; quali sono i consigli che date alle nostre band per far si che la propria musica non rimanga dentro a una sala prove.

Le difficoltà son sempre le stesse. Se fai un tipo di musica come il nostro in Italia vuol dire che “sei in attesa di trovarti un lavoro serio”. Sembra una battuta ma la percezione è diversa da chi fa qualcosa di più mainstream. Spesso e volentieri ti trovi a salire su palchi estivi che non hanno neanche la messa a terra. Insomma è una continua battaglia contro i mulini a vento, a volte è veramente frustrante ma ormai dopo vent’anni sappiamo benissimo che basta veramente poco per alzarsi nuovamente in piedi e continuare a combattere. Non saprei cosa consigliare alle nuove leve se non crederci oltre misura e cercare l’unione prima di tutto tra i membri della band. Essere una squadra, dei veri amici e poi una band. Curare ogni aspetto e cercare il meno possibile di delegare all’esterno del gruppo almeno all’inizio. Infine non cercare di ottenere tutto e subito perchè è una strategia che alla lunga non paga e a cui bisogna essere psicologicamente preparati.

Per tutti gli aggiornamenti segui la pagina facebook dei Linea77 e il sito ufficiale dell’etichetta INRI.

ohlinea77

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