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Linea 77, recensione: “Oh!”

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ohlinea77ARTISTA: Linea 77

ALBUM: Oh! (INRI)

ANNO: 2015

DOVE LI TROVI: facebook, sito, anteprima Deezer

Momento, momento, momento, momento, momento……. I Linea 77 sono tornati! Sono tornati e lo hanno fatto in grande stile, come ci avevano abituato durante la loro lunga carriera. Oh! È il loro settimo album in studio e fa seguito ad un periodo in cui i capostipiti del Nu Metal all’italiana avevano prodotto solamente un paio di EP, di cui uno andato perso per un colpo di fulmine (purtroppo non quello dovuto alla freccia di Cupido, ma ad una maledetta saetta da 200.000 ampere). Dopo cinque lunghi anni dal loro ultimo full-lenght album “10”, i nostri eroi torinesi tornano alla carica con rinnovata energia e una discreta dose di furia, dovuta certamente alle già citate disavventure con gli agenti atmosferici e agli sconvolgimenti di line-up che hanno visto l’uscita dello storico cantante Emi il cui posto è stato preso dal bassista Dade (uno dei fondatori rimasti oltre a Tozzo alla batteria e Nitto alla voce).

Ma passiamo al racconto di questo album che si apre con “Presentat-Arm!” traccia in puro stile Linea 77 che utilizza un pezzo del capolavoro di Mel Brooks (Frankenstein Junior) come intro, e parla della nostra società malata, dipendente dai farmaci e ormai schiava del fenomeno dell’addictioning, dove per qualsiasi cosa c’è una pillola da calare: mal di testa? Pillola. Raffreddore? Pillola. Depressione? Pillola. Sei grasso? Pillola. Segue “Luce”, forse la traccia più hardcore dell’intero album, come gli stessi Linea 77 la definiscono. Una traccia arrabbiata, cupa e oscura ma capace di solleticare gli appetiti più bestiali degli ascoltatori e che invoglia a scendere nel pit a dimenarsi. Epica poi, la chiusura con la citazione dell’immenso Ungaretti, Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Si giunge così alla traccia più potente dell’intero album: “Divide Et Impera” in collaborazione con uno dei miglior rapper italiani in attività, ovvero En?gma. Rime ricercate, cori con voci femminili e suoni elettronici aggressivi si mescolano alla perfezione in questa traccia, ottenendo un risultato ottimo, in cui Dade e Nitto si mettono da parte e lasciano il proscenio alle barre di En?gma. Bel pezzo davvero. Segue “Absente Reo”, canzone veloce e cattiva, ma dalle sonorità semplici e d’impatto che ti entrano subito in testa e che in qualche maniera mi ricordano alcuni lavori del Teatro Degli Orrori, soprattutto per la metrica del testo e la sua ripetitività quasi ossessiva. Sulla stessa lunghezza d’onda è “Io Sapere Poco Leggere”, mentre “Caos” (in collaborazione con Sabino cantante della band Titor, torinesi anch’essi) si avvicina più ad alcuni sottogeneri del metal moderno con l’alternanza di voci pulite dei due vocalist e quella più stridula e urlata di Sabino. Altro intro elettronico lo troviamo in “Come Stanno Veramente Le Cose”, traccia che successivamente si apre in melodie più mainstream rispetto al resto del lavoro e che sembra perfetta per un singolo di lancio. “L’Involuzione della Specie” è l’ottavo pezzo della track-list e secondo il mio pensiero se la gioca quasi alla pari con “Divide et Impera” per il migliore. Ha tutto: melodia, testo facilmente memorizzabile, ritornelli orecchiabili e soprattutto tanta cattiveria che i nostri idoli sputano nei loro microfoni. Poi viene “Zero”, una vera e proprio istigazione al pogo di quelli in cui ci si mena per bene, caratteristica costante nei live dei Linea e parlo per esperienza personale diretta….. L’aspetto che più mi colpisce di questa traccia è certamente la linea di chitarra che è potente, tosta e veramente stracolma di groove, insomma vietato stare fermi! L’album si chiude con “Non Esistere”, cover dei Fluxus prodotto nel 1996, in cui lo stesso cantante della band torinese (si anche loro, che fantasia eh?) suona le chitarre e ci lascia un brevissimo intervento vocale.

Concludendo cosa possiamo dire di questo album? Di sicuro c’è una cosa: i Linea 77 sono tornati in pompa magna e non si sono fatti mancare niente. Riff aggressivi, ma allo stesso tempo orecchiabili, testi profondi e ricchi di citazioni molto erudite che variano da Ungaretti a Dante, passando per le teorie di Noam Chomsky, e una buona dose di innovazione raggiunta grazie all’utilizzo di sonorità elettroniche e collaborazioni con cantanti di generi differenti. Lavoro assolutamente di alto livello che finalmente riporta la combo torinese là dove deve stare: nel pantheon delle band metal italiane. Appena possibile correte subito ad acquistarlo!

 

V3rmilion

 

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